Perchè Bielorussia?

Le nostre motivazioni

Perchè Bielorussia? 2017-10-06T15:53:50+00:00

Un Paese dal potenziale ancora parzialmente inesplorato

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Spesso trascurato dai nostri imprenditori, forse anche a causa dell’isolamento sul piano politico di cui è stato oggetto il Paese dalla sua indipendenza fino allo scorso anno quando la UE ha revocato tutte le sanzioni nei confronti del Presidente Lukashenko e di un manipolo di persone a lui molto vicine. La Bielorussia presenta interessanti opportunità di business. Il generale miglioramento del tenore di vita (dal 2010 ad oggi sono state ridotte le famiglie con reddito inferiore alla “soglia di povertà” nella misura dell’80,5%), buoni livelli di crescita, la relativa stabilità sociale e la presenza ancora piuttosto limitata di concorrenti stranieri ne fanno un Paese interessante sotto molteplici punti di vista.

Unione Doganale EUROASIATICA con Russia, Kazakhstan, Armenia e alcune altre Repubbliche ex sovietiche minori

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La creazione dell”Unione Doganale tra Russia, Bielorussia, Kazakhstan, Armenia e alcune altre Repubbliche ex sovietiche minori rende possibile, operando dalla Bielorussia, avere accesso ad un mercato di oltre 290 milioni di abitanti. Le regole doganali sono state uniformate fra tutti gli Stati aderenti e la Certificazione EAC, che sostituisce le vecchie Gost di ogni Paese, ottenuta in uno dei Paesi aderenti è valida su tutto il territorio dell’ UDEA.

Manodopera qualificata e a costi contenuti

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In Bielorussia, anche grazie ad una tradizione industriale che risale ai tempi dell’Unione Sovietica, è presente una manodopera abbastanza qualificata, con buoni livelli di istruzione e con salari medi relativamente contenuti. Gli intensi scambi culturali e umanitari con l’Italia nell’ultimo quarto di secolo rendono anche non particolarmente difficile il reclutamento di personale che parla italiano. La lingua italiana rappresenta la 3^ lingua più studiata e più parlata in Bielorussia e l’Italia è l’unico Paese dal quale le famiglie sono autorizzate ad ottenere bimbi in adozione.

Il distretto industriale italiano a Brest

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Situata al confine con la Polonia, la zona di Brest rappresenta una porta di accesso ideale non soltanto al mercato bielorusso, ma anche al ben più importante, per dimensioni, mercato russo e dell’UDEA.

Condizioni per gli investitori esteri

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Il Governo Bielorusso offre condizioni fiscali agevolate per gli investitori esteri che decidano di operare all’interno delle zone franche e/o delle aree rurali. Secondo Transparency International inoltre, il livello di corruzione è tra i meno elevati tra i Paesi dell’ex-Unione Sovietica e nelle classifiche internazionali la Bielorussia rientra sempre nei primi 5 posti fra i Paesi più sicuri al mondo per criminalità e microcriminalità.

Dove investire (in Bielorussia)

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Legno,
prodotti in legno
e sugheri
(esclusi i mobili);
articoli in paglia
e materiali da intreccio

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Il Belarus è per più dell’85% del suo territorio coperto da boschi e foreste, equivalente a ben 0,72 ettari di terreno boschivo pro capite.

La ricchezza forestale del Paese e le considerevoli potenzialità connesse al suo utilizzo sostenibile (principalmente lavorazione del legno e biomassa) rappresentano senza dubbio una interessante opportunità per gli investitori. Il Ministero delle Foreste della Repubblica Belarus ha recentemente pubblicato una guida in lingua inglese a beneficio delle aziende straniere interessate ad effettuare investimenti nel settore.

Tale pubblicazione è disponibile al seguente link.

Servizi di informazione
e comunicazione

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Il settore dell’ICT riveste in Belarus significativi profili di interesse, anche grazie ad una normativa particolarmente favorevole agli investimenti.

Infatti, con il varo del Programma Statale sullo Sviluppo Innovativo per gli anni 2011-2015, adottato dal Consiglio dei Ministri del Belarus con decreto n. 669 del 26 maggio 2011, le aziende operanti nel settore dell’IT sono esentate dalle tasse sugli utili, sulla terra e sugli immobili e dall’IVA, e corrispondono un’imposta agevolata sui redditti individuali dei propri dipendenti pari al 9%.


Lo sviluppo del settore e la sua attrattività per gli investitori stranieri sono altresì corroborati dalla qualità del sistema universitario, da cui fuoriescono in media, ogni anno, 16.000 laureati in discipline scientifiche e tecnologiche, e dai costi ancora contenuti della manodopera specializzata.

Energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (anche da fonti rinnovabili)

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Temi quali lo smaltimento ed il riciclo dei rifiuti e l’utilizzo di fonti energetiche alternative stanno progressivamente acquistando consistenza in Belarus, di pari passo con la sempre crescente necessità del Paese di diversificare le proprie fonti di approvvigionamento energetico e di ridurre la dipendenza energetica dalla Federazione Russa.
Sebbene il Paese tenda in ogni caso a privilegiare il ricorso alle fonti di energia tradizionale e a quella nucleare (Minsk ha recentemente ricevuto un consistente finanziamento da parte russa per la costruzione di una centrale nucleare nella regione di Grodno), l’adozione nel 2010 di un Programma Nazionale di Sviluppo delle Fonti Energetiche Locali e Rinnovabili per gli anni 2011-2015 sembra offrire interessanti opportunità alle imprese straniere del settore specializzate soprattutto nel fotovoltaico e nella biomassa. I primi giorni di febbraio 2017 si è svolto a Minsk il primo Forum Italo-Bielorusso sulla “Green Economy” organizzato dall’Ambasciata d’Italia a Minsk e dalla Camera di Commercio Bielorussa. Si prevede di farne un appuntamento annuale per sviluppare quest’area di business particolarmente interessante per il governo bielorusso.

Articoli di abbigliamento
(anche in pelle e in pelliccia)

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La moda italiana gode in Belarus di altissima considerazione ed il settore dell’abbigliamento (ivi compreso quello delle scarpe e della pelletteria) è sicuramente uno dei più promettenti per i nostri esportatori.
Le principali difficoltà di accesso al mercato sono rappresentate dall’esistenza di dazi in taluni casi piuttosto elevati e dall’assenza di reti distributive particolarmente articolate (gli articoli di abbigliamento vengono in buona parte importati da imprenditori individuali che tendono ad applicare forti ricarichi, distorcendo il mercato).
Inoltre, la normativa dell’Unione Doganale prevede delle restrizioni non tariffarie all’importazione di tali prodotti, come un attestato di qualità della merce rilasciato da organismi certificatori locali. Tale Certificazione denominata “Regolamento Tecnico TR CU 017/2011” è possibile ottenerla con il sopralluogo di specialisti provenienti dal territorio dell’Unione doganale Euroasiatica e rappresenta anche un vantaggio per le aziende di qualità italiane ed europee rispetto ai prodotti extra UE perché con grandi difficoltà potranno superare le severe analisi sanitarie, tossicologiche e qualitative svolte direttamente dai laboratori bielorussi, russi o kazaki. A tal proposito rientra nei nostri servizi alle aziende il supporto per l’ottenimento di tale Certificazione EAC in qualità di Agente per l’Italia dei più importanti e storici Istituti Accreditati per il rilascio delle suddette Certificazioni.

Macchinari e apparecchiature

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Il Belarus è un Paese a forte vocazione industriale, e la gamma di prodotti realizzati è piuttosto vasta. In molti casi, si tratta di aziende già attive durante il periodo sovietico, che necessitano di interventi mirati di ammodernamento degli impianti.
I macchinari e le apparecchiature italiane godono in Belarus di alta considerazione e vengono non di rado privilegiati rispetto a quelli dei nostri più diretti concorrenti, soprattutto grazie agli elevati standard qualitativi ed al prezzo accessibile (sotto questo ultimo aspetto, tuttavia, l’onerosità o l’indisponibilità dei finanziamenti bancari induce spesso le aziende bielorusse, pur desiderose di acquistare i macchinari italiani, a rivolgersi ad altri fornitori in grado di offrire migliori condizioni contrattuali di acquisto e di finanziamento). Tra i settori più promettenti per i nostri esportatori di macchinari ed apparecchiature vanno senza dubbio annoverati quello della ceramica, della lavorazione del metallo e delle costruzioni.

Mobili

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Come per l’abbigliamento, anche per i mobili l’interesse e l’apprezzamento del consumatore locale per i prodotti italiani è molto elevato. Il principale ostacolo in tale settore era tuttavia rappresentato dall’esistenza di una normativa doganale particolarmente rigida proprio nei confronti dei mobili di produzione italiana, fatti oggetto di barriere tariffarie particolarmente elevate che incidono in modo consistente sul prezzo finale del bene, molto alto e come tale destinato ad un segmento di mercato piuttosto ristretto. Con l’entrata in vigore dell’Unione Doganale Eurosiatica la normativa è la stessa vigente in Russia, in Kazakistan ed in Armenia. Pertanto l’interesse delle aziende italiane è lo stesso che può essere per il mercato russo.

Vini e bevande

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Le statistiche più recenti dimostrano un significativo incremento della vendita di vini di produzione italiana soprattutto nel 2011, mentre registrano un calo, seppure moderato, per l’anno 2012. I volumi di vendita sono in ogni caso piuttosto uniformi a quelli dei nostri principali concorrenti, francesi in testa. Il settore è di sicuro interesse per i nostri operatori, sebbene sussistano alcuni ostacoli non secondari, quali, in particolare, l’esistenza di barriere tariffarie ed accise molto elevate e l’ancora limitata diffusione, presso la popolazione, di una vera e propria cultura del vino (a differenza di quanto oramai avviene in Paesi limitrofi come la Russia, dove il vino italiano è, come noto, molto diffuso)

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